Il Consiglio federale dice no alla videosorveglianza nei macelli

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Lo scorso marzo il consigliere agli Stati Daniel Jositsch (ZH), gruppo socialista, ha depositato la mozione 20.3023, in cui si chiede di rendere obbligatoria la videosorveglianza nei macelli. L’8 maggio 2020 il Consiglio federale ha proposto di respingere il testo.

Secondo la legislazione vigente, il macello designa una persona responsabile di controllare la corretta esecuzione delle uccisioni. Tuttavia, un’analisi effettuata dall’USAV fra gennaio 2018 e marzo 2019 in 67 macelli ha rilevato che in numerosi casi tale controllo autonomo mancava del tutto o non veniva effettuato correttamente, soprattutto nei macelli di piccole dimensioni. “I veterinari ufficiali non vengono a conoscenza di gravi violazioni alla protezione degli animali, come il mancato stordimento”; di conseguenza, non possono essere adottate le misure necessarie, condanna Daniel Jositsch. Il consigliere agli Stati ritiene che il controllo autonomo non basta per permettere ai servizi veterinari di svolgere la propria funzione. Propone quindi di rendere obbligatoria la videosorveglianza, in particolare nei locali aditi allo stordimento e al dissanguamento, nonché di rendere i controlli indipendenti.

Alcuni video girati con camera nascosta da alcune organizzazioni in difesa degli animali hanno permesso di scovare “violazioni gravi e ripetute alla tutela degli animali” all’interno dei macelli. Secondo Daniel Jositsch, grazie alla videosorveglianza i veterinari cantonali avrebbero una fonte di informazione affidabile e oggettiva.

Il Consiglio federale si ritiene soddisfatto della situazione attuale

Nella sua risposta dello scorso 8 maggio, il Consiglio federale spiega che “in caso di lacune, le misure correttive sono adottate tempestivamente” e che i macelli sono “liberi di decidere quali misure adottare”. L’esecutivo ammette che la videosorveglianza potrebbe essere un’opzione, a condizione che i diritti della personalità dei dipendenti siano rispettati, ma è del parere che lo strumento principale per garantire la tutela degli animali è la formazione del personale. Un obbligo generale di videosorveglianza sarebbe invece  sproporzionato.

La videosorveglianza come primo passo

Se la risposta del Consiglio federale è, come spesso, deludente, la videosorveglianza proposta dalla mozione di Daniel Jositsch potrebbe avere un effetto dissuasivo limitato. Per essere davvero efficaci, infatti, le immagini dovrebbero poter essere visionate anche da associazioni indipendenti e non solo dai veterinari ufficiali. La videosorveglianza sarebbe un primo passo ma non dovrebbe diventare un alibi per lasciar credere che tutto è sotto controllo. Un vero progresso in materia di trasparenza sarebbe autorizzare le visite senza preavviso da parte dei rappresentanti delle associazioni.